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La Festa di San Giuseppe nel Salento: tutti gli eventi del 2020

Il fascino del Salento non è solo legato ai suoi incantevoli paesaggi e alla storia che arricchisce i suoi graziosi borghi.

La ricchezza di questa assolata terra è anche in quel patrimonio culturale fatto di feste e tradizioni in alcuni casi antichissime. Ebbene la Festa di San Giuseppe è una delle più sentite celebrazioni salentine.

Le feste di san Giuseppe in Salento A Cutrofiano il 19 marzo, giorno di San Giuseppe, la statua in cartapesta del santo viene decorata con fiori e portata in solenne processione per le vie del borgo. Il momento più emozionante della Festa di San Giuseppe a Cutrofiano e la benedizione di tutti gli uomini divenuti padri nel corso dell'anno. Non mancano fuochi d'artificio e stand gastronomici dove fedeli e curiosi potranno degustare piatti tipici come i ciceri e tria oppure le immancabili zeppole. Questi ultimi dolcetti fritti e farciti di crema pasticcera sono i protagonisti anche della Festa di San Giuseppe di Maglie e certamente di quella di San Cassiano: qui si celebra il santo radunando la popolazione attorno alle tradizionali “focare”, ossia falò realizzati con fascine, per poi offrire a tutti i prodotti legati al territorio salentino.

A Salignano, frazione di Castrignano del Capo, sita a poco più di 4 km da Santa Maria di Leuca, si festeggia San Giuseppe con una fiera risalente al 1682, una celebrazione eucaristica nella graziosa Chiesa di San Giuseppe immersa in una verdeggiante pineta e con gli immancabili fuochi d'artificio. Le Tavole di San Giuseppe nel Salento

Ad accomunare i borghi salentini di Uggiano la Chiesa, Giurdignano, San Cassiano, Giuggianello e Minervino di Lecce sono le Tavole di San Giuseppe: le origini di questa tradizione rimandano probabilmente all'animo caritatevole dei monaci basiliani oppure a usanze portate in Salento dai profughi albanesi in fuga dalle angherie dei turchi. Si tratta di un rito consistente nella preparazione di tavolate alle quali siedono da un minimo di tre a un massimo di dieci commensali che impersonificano la Sacra Famiglia e dieci santi. Queste tavolate vengono imbandite da coloro che vogliono chiedere una grazia a San Giuseppe oppure vogliono ringraziare per l'aiuto ricevuto. Il capotavola impersonifica San Giuseppe e con il suo bastone scandisce i tempi del banchetto, che si svolge tra preghiere e litanie. La tradizione vuole che sulla tovaglia bianca siano collocati un'arancia, un finocchio e fiori che circondano il quadro di San Giuseppe.

Fondamentale la presenza di ciambelle di pane con impresse le effigie dei santi e della Sacra Famiglia. Non possono mancare poi piatti della tradizione come le cartellate al miele simbolo delle fasce che coprivano il corpo di Gesù Bambino, i lampascioni a rappresentare il passaggio dall'inverno alla primavera, il pesce fritto in memoria della figura del Cristo, ciceri e tria i cui colori richiamano il fiore narciso e infine lo stoccafisso, cibo da signori. La caratteristica delle tavolate di San Giuseppe è l'atmosfera mistica e conviviale dove i commensali assaggiano ciascun piatto per poi portare con sé ciò che è rimasto.

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