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Itinerario tra Menhir e i Dolmen del Salento

Crocevia di numerose genti e culture, il Salento ospita opere di ogni tipo, protagoniste di splendidi itinerari artistici e storici. Dolmen e Menhir appartengono sicuramente alla lista dei monumenti da visitare, autentici e misteriosi monoliti sparsi per tutto il territorio salentino come tracce di epoche arcaiche.

Sconosciuti anche alla maggior parte dei salentini, queste costruzioni in pietra portatrici di conoscenze ancestrali furono destinate, probabilmente, ad uso religioso: dei dolmen sembra accertata l’ipotesi che fossero costruzioni funerarie, una sorta di tomba preistorica, discorso diverso per i menhir destinati come omaggio agli dei durante il periodo neolitico, anche se la loro particolare forma più volte ha diviso gli studiosi sull’interpretazione che ne faceva monumenti funerari.

La Puglia vanta la presenza di circa 79 menhir e 23 dolmen, molti dei quali sono disseminati principalmente nel Salento. La posizione di queste pietre mastodontiche non era casuale, ma dettata da una particolare scelta dettata dagli spostamenti del Sole, come a captarne ed incanalarne l’energia, oppure per scandire il tempo che alternava solstizi ed equinozi.

Se a Martano si trova il Menhir più alto d’Italia con i suoi 5 metri d’altezza, spetta a Giurdignano il soprannome di “giardino megalitico” più esteso d’Italia, grazie alla presenza di ben 21 costruzioni tra dolmen e menhir.

A Maglie è possibile ammirare diverse testimonianze megalitiche risalenti all’età del bronzo mentre sembra risalire al 1909 il ritrovamento del megalite situato nel fondo Gurgulante, nella zona di Melendugno. A Minervino è possibile visitare il primo dolmen rinvenuto e scoperto in Puglia risalente al 1879.

Il dolmen della Chianca a Bisceglie è considerato il più importante d’Europa, sia per le sue importanti dimensioni (10 mt d’altezza) sia per la bellezza data dal suo ottimo stato di conservazione. A Statte, in provincia di Taranto, il dolmen di San Giovanni rinvenuto nel 1887 risulta particolarmente suggestivo, complice la sua posizione all’interno del sottobosco nei pressi di una gravina, mentre spostandosi più a ovest è sarà possibile fotografare quello di Accettulla, scoperto nel 1909 sotto un tumulo di terriccio di pietre.

Anche il territorio di Ostuni è rinomato per la presenza di numerose testimonianze storiche rupestri, come il dolmen Montalbano situato al confine tra e Ostuni.

Insomma, quello pugliese è un territorio che non smette mai di stupire e questi monumenti, lasciatici da primitivi antenati, hanno sfidato il tempo per darcene conferma.

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