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Lecce Patrimonio Unesco

Continua la lotta per far entrare il Salento e il barocco leccese nella lista dei Patrimoni dell'Umanità tutelati dall'Unesco.

Ormai meta turistica anche culturale molto affermata e in particolare Lecce, considerata la sua capitale, vengono menzionati in tutte le guide del Paese e sono nelle prime posizioni dei luoghi preferiti dai visitatori sui più importanti siti di prenotazioni e recensioni.

Questi tra i molti motivi che continua a sostenere Wojtek Pankiewicz dell'associazione culturale Valori e Rinnovamento e i tanti che si sono uniti in una lunga battaglia per questo importante riconoscimento.

L'idea è partita dal basso con cittadini, imprenditori e associazioni culturali, che vogliono finalmente vedere riconosciuta la peculiarità e la bellezza della loro terra, natia o d'adozione.

L'iter

Per avere il titolo di patrimonio dell'umanità, la trafila è abbastanza complessa e gestita a vari livelli. Innanzitutto i siti che intendono candidarsi devono rientrare in determinate categorie rispetto alla qualità e tipologia del proprio patrimonio: ad esempio avere un ecosistema unico, oppure costituire una particolare opera dell'ingegno umano o essere testimonianza di civiltà o arte.

Sarà poi lo Stato membro dell'Unesco a comporre ogni anno una lista con i luoghi che intende candidare. Da questa lista ogni anno vengono scelti i nuovi siti.

Un iter lungo e complicato quindi, che ha bisogno di tempo per essere portato a termine e che richiede un impegno costante ed appassionato da tutti gli enti coinvolti, in particolare a livello locale.

Numerosi sono i volti noti della cultura dell'arte e dello spettacolo, oltre a molti esponenti del mondo accademico si sono lanciati con impegno in questa sfida per il riconoscimento di quel museo multidisciplinare misto a cielo aperto che è il Salento, come amano in molti definirlo.