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Salento: non solo spiagge e mare

 

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Si fa ormai fatica a ricondurre il Salento solo alle sue spiagge e al suo mare turchese: sono ormai note le mille sfaccettature di questa terra arsa dal sole, dove persistono ancora tradizioni ancestrali e dove i borghi trasudano una storia antichissima fatta di dominazioni e nobili casate.



I paesi più belli tra una spiaggia e l'altra

Non si può non riconoscere la bellezza di spiagge quali Punta Prosciutto e Pescoluse, dove la spiaggia è bianca e le acque sono incredibilmente trasparenti. Lo stesso dicasi per Torre dell'Orso, con i due faraglioni che da tempo immemore vegliano sulla spiaggetta a mezzaluna, la Baia dei Turchi, dove pare approdarono i saraceni pronti a depredare le coste salentine, fino a Porto Badisco. Proprio qui, lungo le coste, sorgono alcune delle più belle località di questa terra, a partire da Otranto, splendida cittadina cinta da antiche mura che sublimano nel massiccio Castello Aragonese. Nel cuore del centro storico sorge la Cattedrale dell'Annunziata, austero scrigno che custodisce il prezioso mosaico pavimentale raffigurante l'Albero della Vita e la suggestiva Cappella dei Martiri, memoria dell'eccidio compiuto nel 1480 per mano dei turchi.
Come non menzionare poi Castro Marina, borgo a picco sul mare dove sbarcò Enea alla vista del Tempio di Minerva che qui sorgeva, e Gallipoli, il cui centro storico si adagia placido su un'isola calcarea: la Chiesa di S.Agata o quella della Purità destano stupore, proprio come la Chiesa di S.Francesco d'Assisi, la cui statua del Mallandrone invece inquieta per la sua "orrida bellezza" (cit. D'Annunzio).

Lecce e la Grecìa Salentina

C'è poi il Salento barocco che trova la massima espressione a Lecce, con le sue chiese quali la meravigliosa Basilica di Santa Croce la cui facciata è una pagina d'arte da leggere rapiti, oppure nelle sue due piazze più belle: la scenica Piazza Duomo e Piazza Sant'Oronzo dove l'omonima colonna veglia l'anfiteatro romano del II d.C.. Passeggiando per le vie della città, si può scoprire l'antica arte della cartapesta, con artigiani che lavorano nelle botteghe sparse per il borgo.

Nobile è poi l'arte della ceramica a Grottaglie: qui sorge il "quartiere delle ceramiche", nelle cui grottesi lavora, sin dal lontano XVIII secolo, la ceramica producendo eleganti oggetti quali brocche a un manico finemente decorate.

Addentrandosi nel cuore del Salento si rivela al visitatore un mondo a parte, la Grecìa Salentina dove ancora si tramanda l'antico dialetto griko: nei borghi di Calimera e Sternatia è possibile ancora ascoltare i Canti della Passione, nenie tradizionali accompagnate dal dolce suono della fisarmonica. È poi in questa enclave linguistica che è nata la famosa taranta, la frenetica danza al ritmo di tamburelli che viene sublimata nel corso della Notte della Taranta a Melpignano.

Un'altra chicca della Grecìa Salentina è poi Corigliano d'Otranto: qui sorge una delle più belle fortezze del Salento, di origini medioevali, il castello, infestato secondo la leggenda dallo spettro di una donna, restaurato nel '500 e che presenta una grandiosa facciata in pietra lavorata, con un ricco balconcino centrale e tante statue inserite in eleganti nicchie.

 

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