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Il teatro in Salento: da Carmelo Bene ad Astragali e Koreja

il-teatro-nel-SalentoNel Salento il teatro è una vera e propria vocazione.

Una vocazione che riflette l’identità culturale e storica di questo luogo aspro, ma dall’anima accogliente. Il Salento è una terra passionale e fantasiosa, capace di esprimersi anche grazie ad una lunga tradizione di attori e teatranti che, nelle loro rappresentazioni, hanno contribuito a rilanciare l'idea di un teatro di ricerca e di innovazione, al di fuori delle correnti, delle scuole o delle pseudo-avanguardie.

Il salentino Carmelo Bene (Campi Salentina 1937 - Roma 2002), unanimemente riconosciuto come uno dei maggiori interpreti del teatro a livello mondiale, ha saputo compiere un’opera di totale devastazione nei confronti del teatro di rappresentazione. Secondo l'indiscusso maestro del teatro di avanguardia del '900, infatti, il teatro di rappresentazione era completamente iscritto nei “dispositivi di potere”, quali la fedeltà al testo o il rispetto dell’autorialità. Nonostante il suo lavoro fosse stato inizialmente vessato da critiche a causa della sua carica rivoluzionaria, non mancarono in seguito gli ampi apprezzamenti e i premi, nazionali e internazionali, dai quali venne ricoperto anche dopo la sua morte.

Oggi i gruppi e le compagnie teatrali più significative, in primis Koreja e Astragali, continuano l’opera di ricerca e innovazione inaugurata dai loro maestri, tra i quali - oltre al già citato Carmelo Bene - emerge il maestro Eugenio Barba, un'altra delle figure (salentine) di spicco del teatro mondiale.

Citando Koreja e Astragali parliamo di realtà creative e produttive rispettate e apprezzate in Italia e all’estero.

Koreja è un progetto artistico che offre un “affresco performante e performativo” del Sud, raccontando storie attraverso, azioni, gesti e opere, con l’intento di costruire una “residenza del teatro e della cultura”.

Astragali costituisce invece una realtà più ampia. Riconosciuta dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali come compagnia teatrale d’innovazione, nel 1985 ottiene un riconoscimento dal Ministero dello Spettacolo, entrando così nei circuiti regionali e nazionali e iniziando  a collaborare con diversi enti e istituzioni (Unione Europea, Regione Puglia, Provincia di Lecce, Università del Salento, Ministero della Pubblica Istruzione e Teatro Pubblico Pugliese).

Astragali, inoltre, ha promosso un progetto - sostenuto dal programma dell’Unione Europea Cultura 2007 - che ha coinvolto  Italia, Grecia, Cipro, Malta, Francia e Albania, con l’idea di dar vita ad un teatro multilinguistico che travalichi il concetto di frontiera come principio di conflitto e guerra.

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