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Speciale Voyager: i misteri di Otranto

voyagerCosa ci fa il leggendario Re Artù nel mosaico di una chiesa di Otranto? Roberto Giacobbo e la troupe di Voyager sono sbarcati in Puglia, rendendo omaggio a una terra baciata dal sole, che vanta al contempo una storia secolare fitta di eroici personaggi e misteri oscuri entrati nella leggenda popolare.

 

 


Tra le storie più interessanti della puntata andata in onda su RaiDue lunedì 22 giugno 2015, ci sono alcune vicende legate alla bellissima città di Otranto.

In particolare, Voyager rievoca le gesta degli 800 impavidi cittadini di Otranto che nell'estate del 1480 furono in grado di resistere per diversi giorni all'assalto delle truppe dell'Impero Ottomano, forti di una flotta di 150 navi da guerra e un'armata di 18 mila uomini. Si trattava di uomini comuni, umili contadini, pescatori e artigiani, abbandonati dalle esigue truppe del re d'Aragona che difendevano il castello di Otranto.  800 uomini che hanno imbracciato le armi e sono infine caduti al termine di un'epica battaglia, giustiziati dalle truppe dell'Imperatore Maometto II perché si rifiutavano di abbandonare la fede cristiana.

Un altro luogo che fu teatro della storia e della leggenda popolare salentina è la magnifica Basilica di Otranto, in cui si trova uno stupefacente mosaico pavimentale che risale al 1100. Il mosaico, tra i più grandi d'Europa, viene definito uno dei più grandi misteri dell'arte e della fede, perché ospita innumerevoli raffigurazioni di persone e vicende storiche e mitologiche, oltre a simboli enigmatici che nascondono, forse, le chiavi di un codice nascosto legato al passaggio in Puglia dei leggendari Cavalieri Templari.

L'impressionante mosaico pavimentale della Basilica di Otranto, lungo 53 metri e realizzato dal monaco Pantaleone, ha alimentato nel corso dei secoli numerosi miti e leggende. Le sue tessere ritraggono infatti una miriade di personaggi evocativi. Tra questi vi è anche il celebre Re Artù. C'è chi sostiene, infatti, che i Cavalieri Templari, giunti in Puglia prima di partire per le Crociate, abbiano potuto nascondere a Otranto qualche traccia del loro passaggio, forse addirittura il leggendario Sacro Graal. Ed è proprio questo mito che porta Giacobbo ad avventursi in una serie di interrogativi arditi. Forse, ipotizza Giacobbo, Otranto fu attaccata dagli Ottomani proprio perché custodiva qualcosa di speciale...

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