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Vivi il Salento

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Cosa sono le Pajare del Salento? Scopriamolo insieme

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Le Pajara è un'antica abitazione rurale tipica del Salento realizzata con la tecnica del muro a secco ossia con blocchi di pietra sovrapposti e assemblati senza leganti. Le Pajare hanno un aspetto molto simile a quello dei Trulli di Alberobello e sono caratterizzate da un unico ambiente che varia nelle dimensioni.

Le Pajare: un pò di storia.

Le Pajare salentine hanno origine molto antica. Alcuni studiosi le collocano intorno al 1000 dopo Cristo, in epoca Bizantina, altri addirittura nell'epoca tra il 2000 avanti Cristo e l'eta del Bronzo. Le Pajare donano al paesaggio rurale salentino un tocco folkloristico e suggestivo.

La struttura a tholos ricorda gli edifici funerari dell'Antico Egitto e della Mesopotamia.

Queste costruzioni nascono dalle esigenze dei contadini, venivano infatti utilizzati come luoghi di riposo dopo il lavoro oppure come riparo durante i temporali e nelle ore più calde della giornata.


Le bellezze del Salento su TGcom 24

 

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Sono gli oltre 100 km di costa la ricchezza del Salento diventato ormai una delle mete più gettonate per trascorrere le vacanze: lo stesso Tgcom 24 ne ha riconosciuto l'eccezionalità in termini di paesaggi, arte e tradizioni tutti da scoprire e da vivere ogni stagione dell'anno.

La costa adriatica

Lecce è la calamita per tutti i vacanzieri che si recano in Salento: le sue bellezze barocche come la Basilica di Santa Croce e le piazze scenografiche quali Piazza Sant'Oronzo, la rendono un gioiello tutta da scoprire. Le Marine di Lecce completano il quadro con tratti costieri spettacolari: in particolare Torre Chianca il cui arenile bianco, punteggiato di conchiglie e baciato da acque cristalline e sovrastato dalla torre cinquecentesca nata per contrastare le incursioni saracene, sfocia nella meravigliosa Spiaggiabella.

Proseguendo verso sud si incontrano le Marine di Melendugno tra le quali Torre dell'Orso, la cui baia è lambita da scogliere e dal cui mare emergono gli iconici faraglioni "Le due sorelle" e Roca Vecchia dove sorge la Grotta della Poesia, una delle più belle piscine naturali al mondo.

Superata la lunga spiaggia di Alimini si giunge ad Otranto, perla salentina impreziosita dal Castello Aragonese e dalla Cattedrale, vero tesoro di opere storico-artistiche.

La costa ionica

Castro, antico approdo di Enea, e il Canale del Ciolo, meraviglioso fiordo sovrastato dall'omonimo ponte amato dai tuffatori più coraggiosi, anticipano Santa Maria di Leuca, chiamata dai romani "de finibus terrae". Aggirata l'estremità salentina si risale verso la costa ionica e si incontra Pescoluse, la Marina di Salve la cui spiaggia bianca rievoca lidi esotici tanto da meritarsi l'appellativo di "Maldive del Salento".

Gallipoli è il gioiello ionico del Salento, con il suo centro storico sito su un isolotto calcareo cinto da mura che sfociano nel Rivellino, proteso nelle acque turchesi. Poco più a nord sorge uno dei luoghi più selvaggi ed incontaminati di tutto il Salento: è il Parco Naturale Regionale Porto Selvaggio e Palude del Capitano, le cui baie, bagnate da fresche acque ricche di sorgenti sotterranee, sono raggiungibili attraversando una lussureggiante pineta ed una profumata macchia mediterranea.

Leggi l'articolo del Tgcom24 "Salento: tour tra le spiagge più trendy d'Italia".

 


Le Cesine: un'oasi da sogno nel Salento

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Le Cesine sono una riserva naturale del Salento che si estende su uno spazio di circa 348 ettari ed è gestita dal WWF.

L'oasi è più precisamente localizzata nel comune di Vernole, in provincia di Lecce. Il nome Cesine deriva da una parola tipicamente meridionale "cesina" che significa "area disboscata". Attualmente questa è una delle poche zone paludose rimaste lungo la costa che collega Brindisi a Otranto, caratterizzata da due stagni, Salapi e Pantano Grande, posti a ridosso del mare da cui si separano grazie ad una striscia di dune sabbiose. L'oasi delle Cesine ha come simbolo il "moriglione", una particolare specie di anatra tuffatrice, presente nelle acque della riserva nei periodi autunnali ed invernali.

Le Cesine: un pò di storia

Nel corso dell’ottocento la zona delle Cesine fu soggetta ad opere di bonifica e vennero realizzati canali minori che confluivano tutti in un unico canale principale che portava l'acqua dolce verso il mare; vennero inoltre realizzati dei pozzi allo scopo di raccogliere l'acqua da poter utilizzare in caso di eventuali necessità. Per evitare lo stagno dell'acqua che non si riusciva a canalizzare vennero coltivate particolari specie arboree.

Nel 1971 divenne Zona Umida di Interesse Internazionale, nel 1979 Oasi del WWF, infine nel 1980 un decreto ministeriale la dichiarò Riserva Naturale dello Stato.

La flora e la fauna

Nell'oasi delle Cesine il paesaggio è caratterizzato da un mix di habitat, alcuni di questi sono spontanei, in altri invece è visibile l'azione dell'uomo, soprattutto nelle zone coltivate a olivo. Nella zona vicina al mare, lungo il litorale è possibile ammirare numerose specie di piante tra cui: il ginepro, il giglio, la ruchetta marina, la soldanella di mare e l'eringio marino.

La zona tra la palude e la spiaggia è ricoperta di ciottoli, habitat ideale per la piantaggine e il finocchio marino. Le zone più interne, oltre alla palude, ospitano boschi con pini d'Aleppo, pini marittimi, cipressi e querce vallonee.


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